Pitch
Una presentazione breve e convincente del tuo progetto musicale a qualcuno che può aiutarti: un curatore di playlist, un giornalista, un’etichetta, un booker, un sync supervisor. L’obiettivo è catturare l’attenzione in pochi secondi e ottenere un’azione: l’ascolto, la risposta, il piazzamento.
Dove si usa il pitch:
- Playlist Spotify: il form su Spotify for Artists prima dell’uscita
- Playlist indipendenti: email o DM ai curatori
- Media e blog: email ai giornalisti per recensioni o interviste
- Etichette ed editori: presentazione del tuo progetto
- Booker e promoter: per ottenere date live
- Sync supervisor: per piazzamenti in film, serie, pubblicità
Anatomia di un buon pitch:
Breve: 3-5 frasi massimo. Nessuno legge email di 500 parole.
Specifico: “Indie-folk malinconico con chitarra acustica e archi” è meglio di “musica che parla al cuore”.
Rilevante: spiega perché scrivi proprio a quella persona. Hai visto che cura playlist simili? Hai letto i suoi articoli su artisti affini?
Con un hook: un elemento che ti distingue. Un numero, un fatto, una storia.
Con call to action: cosa vuoi che faccia? Ascolti il brano? Risponda? Consideri per la playlist?
Cosa non funziona:
- “Ciao, ascolta la mia musica” (zero contesto)
- Email lunghissime con la tua biografia completa
- Messaggi copia-incolla identici a 200 persone
- Tono disperato o arrogante
- Nessun link diretto al brano
Esempio di pitch a un curatore di playlist:
Ciao Marco,
Seguo la tua playlist “Acoustic Italy” da mesi, ci ho scoperto artisti come Motta e Vasco Brondi.
Il 15 marzo esce il mio nuovo singolo “Strade Vuote”: indie-folk acustico, voce e chitarra, registrato in presa diretta. Il mio ultimo brano ha fatto 40.000 stream e un save rate del 7%.
Ecco il link privato: [link]
Grazie per il tempo, buona giornata. Fabrizio
Perché funziona: è breve, mostra che conosco la playlist, dà contesto sul brano, include un dato concreto, ha il link pronto.
La mia opinione: Il pitch è un’arte che si impara sbagliando. I primi 50 che mandi saranno ignorati. È normale. Il problema non sei tu: curatori, giornalisti e A&R ricevono centinaia di messaggi al giorno. La maggior parte sono spazzatura generica. Il tuo obiettivo è emergere dal rumore con qualcosa di specifico, breve e umano. Non servire te stesso, servi loro: perché dovrebbe interessargli? Cosa ci guadagnano? E poi, la regola d’oro: segui le istruzioni. Se un blog dice “manda pitch a questa email con oggetto specifico”, fallo esattamente così. Se un curatore dice “non accetto DM”, non mandare DM. Rispettare le regole ti mette già sopra il 90% degli altri.
