Micropagamento
Un pagamento di importo molto piccolo, spesso frazioni di centesimo. Nel mondo della musica, è il meccanismo su cui si basa lo streaming.
Ogni volta che qualcuno ascolta un tuo brano su Spotify, Apple Music o altre piattaforme, viene generato un micropagamento. Non ricevi un euro a stream, ricevi una frazione di centesimo. L’idea è che tanti micropagamenti, sommati, diventino una cifra significativa.
Quanto vale uno stream? Dipende dalla piattaforma, dal paese dell’ascoltatore, dal tipo di abbonamento. Ma per dare un ordine di grandezza:
- Spotify: circa 0,003–0,004 € a stream
- Apple Music: circa 0,007–0,01 € a stream
- YouTube Music: circa 0,002 € a stream
Esempio: Il tuo singolo fa 10.000 stream su Spotify in un mese. Sembra un bel numero, vero? In realtà sono circa 30-40 euro lordi, da cui vanno tolte le commissioni del distributore e le tasse. Per arrivare a 1.000 euro al mese da Spotify ti servono circa 250.000-300.000 stream. Ogni mese.
La mia opinione: Il micropagamento è il motivo per cui lo streaming funziona benissimo per chi ascolta e malissimo per chi suona, almeno finché non raggiungi numeri enormi. Non è colpa del singolo artista se guadagna poco: è il modello. Questo non significa ignorare lo streaming, ma capire che non può essere la tua unica fonte di reddito. Concerti, sync, merchandise, Patreon, commissioni: diversifica. Lo streaming serve per farti scoprire. I soldi veri, per la maggior parte dei musicisti indipendenti, arrivano da altrove.

