Apple Music
Il servizio di streaming musicale di Apple. Lanciato nel 2015, offre un catalogo di oltre 100 milioni di brani e funziona solo in abbonamento, niente versione gratuita con pubblicità.
Come funziona per chi ascolta:
- Audio in qualità lossless e supporto a Dolby Atmos inclusi nell’abbonamento standard
- Suggerimenti personalizzati basati sugli ascolti
- Download offline
- Testi sincronizzati durante la riproduzione
- Integrazione perfetta con iPhone, iPad, Mac, Apple Watch
Come funziona per chi fa musica:
- Come per Spotify, serve un distributore per caricare la musica
- Paga circa $0,01 per stream ScreenApp, più del doppio di Spotify
- 100% di abbonati paganti: nessun livello gratuito che diluisce i ricavi
- Apple Music for Artists: la dashboard per monitorare statistiche e personalizzare il profilo
- Shazam Discovery mostra quante volte i tuoi brani sono stati identificati tramite Shazam Hvsr: un indicatore prezioso di viralità
Esempio: Pubblichi un singolo e lo distribuisci su tutte le piattaforme. Su Spotify ottieni 50.000 stream (circa 150-200 €). Su Apple Music ne ottieni 15.000 (circa 150 €). Meno stream, stessi soldi. Perché? Chi usa Apple Music paga, sempre. Non c’è il piano gratuito che abbassa il valore medio di ogni ascolto.
La mia opinione: Apple Music è spesso sottovalutato dai musicisti italiani, che si concentrano solo su Spotify. Errore. Apple Music comanda circa il 20% del mercato mondiale dello streaming AFFiNCO e paga meglio. Certo, ha meno strumenti promozionali per artisti rispetto a Spotify (niente Discovery Mode, niente proposta diretta alle playlist). Ma il pubblico che usa Apple Music tende a essere più fedele e a spendere di più. Se hai fan nell’ecosistema Apple, coltivali. E soprattutto: non guardare solo i numeri di Spotify. Controlla anche Apple Music for Artists, potresti scoprire che lì i tuoi ascolti valgono di più.

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