ISRC

Acronimo di International Standard Recording Code. È un codice univoco di 12 caratteri che identifica una specifica registrazione audio. Non il brano in sé, ma quella precisa versione registrata di quel brano.

Ogni registrazione ha il suo ISRC. Se pubblichi un singolo, ha un codice. Se poi pubblichi una versione acustica dello stesso brano, ha un codice diverso. Se esce in un album, la registrazione mantiene lo stesso codice del singolo (se è la stessa identica registrazione).

A cosa serve:

  • Tracciare gli ascolti sulle piattaforme di streaming
  • Calcolare le royalties correttamente
  • Identificare il brano nelle radio e nei report di vendita
  • Evitare duplicati e confusione tra versioni diverse

Chi lo genera: Il tuo distributore (DistroKid, TuneCore, iMusician, ecc.) lo crea automaticamente quando carichi un brano. Puoi anche richiederlo tu direttamente a enti autorizzati, ma per la maggior parte dei musicisti indipendenti non serve: il distributore fa tutto.

Esempio: Pubblichi “Notte Blu” come singolo a marzo. ISRC: IT-ABC-24-00001. A settembre esce nell’album, stessa registrazione, stesso ISRC. Ma se per l’album registri una versione nuova con un assolo diverso, quella avrà un nuovo ISRC.

La mia opinione: L’ISRC è come il codice fiscale della tua registrazione. Non devi memorizzarlo, ma devi sapere che esiste e conservarlo. Se cambi distributore, se devi fare un reclamo per royalties non pagate, se qualcuno usa la tua musica senza permesso: l’ISRC è la prova che quella registrazione è tua. Salvalo in un foglio Excel insieme a ogni release. È una di quelle cose noiose che ti salva la vita quando serve.

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