Publishing

I diritti sulla composizione musicale: melodia, testo, struttura armonica. Non la registrazione (quello è il master), ma l’opera in sé, quella che potresti scrivere su uno spartito o trascrivere a parole.

Il publishing genera royalties ogni volta che la composizione viene usata:

  • Eseguita dal vivo
  • Trasmessa in radio o TV
  • Riprodotta in streaming
  • Usata in una pubblicità, film o serie (sync)
  • Coverizzata da un altro artista
  • Riprodotta in un locale pubblico

Due figure chiave:

  • Autore/Compositore: chi ha scritto il brano. Possiede i diritti d’autore.
  • Editore musicale (Publisher): gestisce e sfrutta commercialmente quei diritti in cambio di una percentuale (di solito 30-50%).

Puoi essere il tuo stesso editore (si chiama “self-publishing”) oppure firmare con un editore che promuove i tuoi brani per sync, cover, placement. Un buon editore lavora attivamente per piazzare la tua musica. Un cattivo editore prende la sua percentuale e non fa nulla.

La differenza con il master, in pratica: Quando un brano viene ascoltato su Spotify, genera due tipi di royalties. Una va a chi possiede il master (di solito l’artista o l’etichetta). L’altra va a chi possiede il publishing (l’autore e/o l’editore). Se hai scritto e registrato tu, prendi entrambe. Se hai scritto tu ma l’ha registrato un altro artista, prendi solo il publishing.

Esempio: Scrivi “Onde” e la registri tu. Possiedi master e publishing al 100%. Un artista famoso sente il brano, lo vuole coverizzare. Registra la sua versione (suo master), ma la composizione resta tua. Ogni stream della sua versione ti genera royalties di publishing. Se poi il brano finisce in una serie Netflix, tu prendi la quota publishing del sync, lui la quota master.

La mia opinione: Il publishing è dove si fanno i soldi veri nel lungo periodo. I master perdono valore nel tempo (una registrazione invecchia), le composizioni no. “Imagine” di John Lennon genera ancora milioni ogni anno, non per la registrazione originale, ma perché la composizione viene usata ovunque. Per un musicista indipendente, il consiglio è: tieniti il publishing finché non hai un motivo fortissimo per cederlo. Un editore serio che ti propone sync reali e ha un track record verificabile può valere la pena. Uno che ti promette “visibilità” senza dettagli concreti, no. E se firmi, firma a tempo (3-5 anni), mai a vita.

ajax-loader